E se la passione diminuisse?
La sessualità in una relazione stabile è una delle aree fondamentali per il benessere della coppia. Il sesso non è solo uno strumento di ricerca di piacere fisico, ma anche un ingrediente per la costruzione del senso di intimità tra i partner. L’intimità è quel legame affettivo di reciproca fiducia, scambio di emozioni, sentimenti e comunicazione su cui si regge la coppia.
Durante le prime fasi dell’innamoramento la ricerca dell’altro, del contatto fisico e dei rapporti sessuali è più frequente, nelle fasi più mature del rapporto l’attività sessuale subisce dei cambiamenti, ma alcuni di questi potrebbe essere spie di allarme di malessere della coppia stessa.
Quando preoccuparsi?
Sappiamo che il concetto di normalità è molto soggettivo: non esiste una frequenza corretta dei rapporti sessuali, indicatore di stato di salute di coppia, ma di sicuro vale la pena prestare attenzione se il calo della quantità dei rapporti genera disagio o sofferenza in un dei due partner o in entrambi o se c’è una totale assenza. Altro elemento da indagare è la percezione del grado di soddisfazione della propria vita sessuale.
Perché la sessualità si blocca?
La sessualità comprende tre principali dimensioni:
- Fisica
- Cognitiva
- Emotiva
Ciascuna di esse potrebbe subire dei blocchi.
Potrebbe accadere che l’attrazione fisica e la risposta fisiologica non sia più adeguata. Nel tempo le coppie iniziano a entrare in un clima abitudinario, sperimentano meno e l’eccitazione non raggiunge l’intensità necessaria per dare seguito a un rapporto sessuale soddisfacente. Oppure condizioni fisiche patologiche intaccano anche la sfera della sessualità, prima fra tutte la percezione del dolore (ad esempio, dopo il parto e un’episiotomia, la donna potrebbe sentire dolore alla penetrazione).
Per quanto riguarda la dimensione cognitiva, una mente distratta da pensieri e rimuginio non permette quel rilassamento necessario perché l’eccitazione aumenti di intensità fino all’orgasmo. Tutti fatichiamo a stare nel momento presente, nel famigerato qui ed ora, non riusciamo a stare semplicemente in contatto con il nostro corpo, a lasciarci andare e spesso ci mettiamo in quella posizione di auto-osservazione giudicante che spegne desiderio ed eccitazione.
I blocchi più potenti spesso interessano la dimensione emotiva: i vissuti emotivi che ciascun partner prova verso se stesso e verso l’altro influenzano la possibilità di vivere una sessualità gratificante. Una persona che sperimenta ad esempio un momento di depressione, vive un calo di desiderio che investe tutte le dimensioni della sua vita, compresa la sessualità e non riuscirà né a ricercare un contatto con il partner né a lasciarsi andare agli approcci dell’altro. Oppure la coppia potrebbe vivere dimensioni conflittuali che lasciano in sottofondo rancore e tristezza, la mancanza di una sessualità gratificante diventa il sintomo con cui si esprime un disagio relazionale ben più ampio e profondo.
Tutti questi blocchi possono dare origine a:
- Disturbi del desiderio: il singolo o entrambi i partner hanno un desiderio ipoattivo nei confronti del sesso in generale o del partner oppure una vera e propria avversione (con sensazioni di disgusto e reazioni di panico nei tentativi di rapporto sessuale)
- Disturbi dell’eccitazione: il singolo o entrambi i partner possono soffrire di disfunzioni sessuali (ad esempio disfunzione erettile, mancanza di lubrificazione vaginale etc)
- Disturbi dell’orgasmo: il singolo o entrambi i partner non riescono a sperimentare la sensazione dell’orgasmo.
Cosa è possibile fare?
La coppia può cercare di ricostruire il proprio benessere sessuale sicuramente lavorando sulla comunicazione. Quando qualcosa non va, è necessario parlarne: bisogna che ciascuno si prenda la responsabilità di condividere la propria prospettiva, il proprio vissuto e i propri bisogni, ma che allo stesso tempo sia disponibile all’ascolto di quelli dell’altro.
E’ importante dedicarsi all’esplorazione reciproca in un clima di fiducia e empatia.
Molto spesso le coppie di lunga data si trovano schiacciate nella routine; un punto di partenza è sicuramente quello di trovare del tempo da dedicare alla coppia e all’intimità, recuperando una dimensione di curiosità reciproca e condivisa. Ricordiamoci che l’atto sessuale penetrativo è solo l’ultima tappa di un percorso di avvicinamento e ricerca dell’altro ben più lungo e quotidiano. Tante volte le coppie hanno smesso persino di abbracciarsi o baciarsi, invece il contatto fisico anche non sessuale è importante per costruire il senso di intimità, il desiderio e il senso di fiducia.
Agli inizi della relazione siamo guidati dalla voglia di conoscere e sperimentare il corpo del partner e sperimentare con il partner, poi negli anni la curiosità viene meno. Non dimentichiamo che la nostra mente è una potente zona erogena, riattivare il nostro immaginario, le nostre fantasie può portare nuova energia alla vita di coppia.
Ogni coppia di fronte a un problema prova a mettere in atto dei tentativi di soluzione, che però a volte non si rivelano così utili, anzi può persino capitare che diventino amplificatori del problema stesso; perciò diventa necessario rivolgersi a un professionista. Il terapeuta può allora aiutare la coppia a ricostruire e rileggere il problema e può guidarla nella risoluzione dei sintomi verso un nuovo stato di benessere.
La sessualità è un aspetto fondamentale della nostra salute, in tutto l’arco della vita, perciò dobbiamo occuparcene liberandoci da stereotipi e tabù, imparando anche a chiedere aiuto per viverla in maniera gratificante.
I professionisti dell’equipe del centro Duos offrono percorsi di consulenza psicosessuale alle coppie che sperimentano un momento di difficoltà nella sfera della sessualità e dell’intimità relazionale, affinchè i partner abbiano strumenti per costruire una nuova dimensione di benessere e di complicità.
Bibliografia:
Bernorio R., Mori G., Casnici F., Polloni G., L’approccio diagnostico in sessuologia, Francoangeli, 2020
Simonelli C., Fabrizi A., Rossi R., Tripodi F., Sessuologia clinica. Diagnosi, trattamento e linee guida internazionali, Francoangeli, 2019