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Capodanno: ansia da nuovo anno

La fine dell’anno si avvicina e con essa anche i propositi e i progetti per il 2024, ma può capitare che il pensiero di un nuovo ciclo porti con sé ansie e preoccupazioni. Da dove nasce questo senso di ansia e cosa possiamo fare per gestirlo?

L’ansia per qualcosa di nuovo

In generale, è possibile provare ansia per tutte le cose nuove. La risposta fisica e mentale alle novità può portare a cercare di evitarne il pensiero, se non di cercare fisicamente di mantenere lo status quo per non dover affrontare il cambiamento. Dall’infanzia alla vecchiaia, gli individui costruiscono routine prevedibili per prosperare. Ci sforziamo di creare abitudini in modo da sentirci sicuri e protetti, organizzati, in controllo e fiduciosi in chi e cosa è presente nella nostra vita.
La paura delle novità, o neofobia, nelle sue forme più lievi può anche non essere riconoscibile come una vera e propria fobia, ma al massimo come un lieve disagio o fastidio. L’espressione di questa paura può essere radicata in una serie di esperienze che determinano quanto per noi le novità siano qualcosa di più o meno spiacevole, come essere stati parte di una famiglia in cui c’era molta ansia, la presenza di esperienze sconvolgenti o traumatiche legate a novità improvvise e inaspettate, o esperienze dolorose legate alla perdita di persone, luoghi o abitudini a cui eravamo legati.
La neofobia è spesso collegata al tema del fallimento, che è un risultato intrinsecamente negativo, ma anche il successo può spaventare. Entrambi i risultati sono potenzialmente in grado di cambiare la vita, costringendo le persone ad adattarsi a nuove circostanze. Le persone che soffrono l’arrivo delle novità possono ritenere che i potenziali benefici del successo non siano superiori ai risvolti negativi portati dal potenziale sconvolgimento della loro vita. Questo può portare le persone che hanno paura del cambiamento e della novità, pur essendo consapevoli di sabotarsi, a limitarsi e privarsi di opportunità perché non in grado di sostenere un cambiamento. Questa dinamica può manifestarsi nei contesti più diversi, come il lavoro, le relazioni o la vita quotidiana in generale, ma, come altre forme di ansia, presenta spesso dinamiche simili.
I pensieri sono concentrati sulle immagini di ciò che potrebbe andare storto e si costruiscono scenari catastrofici su cui concentrarsi senza via d’uscita. Queste preoccupazioni possono andare da momenti di nervosismo passeggero a periodi anche molto prolungati di frustrazione e di vera e propria disperazione, con ripercussioni sul nostro benessere generale.
È importante ribadire che ansie e preoccupazioni per i cambiamenti sono normali e fisiologici nel funzionamento umano, ma possono crescere fino ad avere un forte impatto sulla vita quotidiana con sintomi anche molto importanti.
Le risposte fisiche che alcune persone sperimentano di fronte alle novità assomigliano alle manifestazioni sintomatiche dell’ansia, come respiro corto, palpitazioni, nausea, confusione, vertigini, mancanza di concentrazione e problemi del sonno.

Perché il Capodanno

Con la fine di Dicembre i propositi di cambiamento per il nuovo anno sono ovunque, dal perdere peso e fare più esercizio fisico al risparmiare denaro, al cercare di ottenere una promozione, al farsi nuovi amici e all’essere più gentili. I propositi per il nuovo anno possono portare cambiamenti positivi, ma possono anche essere causa di ansia. Il non sapere se raggiungeremo oppure no gli obiettivi che ci siamo posti è un fattore scatenante per coloro che lottano contro l’ansia e il Capodanno, proprio per sua natura, è una festa che celebra l’ignoto che sta per arrivare.
Da questa prospettiva, i propositi possono diventare un vero e proprio incubo portandoci a pensare a ciò che potrebbe accadere nel nuovo anno. Il cambiamento, sia esso positivo o negativo può essere la cosa peggiore in assoluto perché, quando le cose cambiano, ci vuole molto tempo per adattarsi e ancora di più per sentirsi a proprio agio (se mai accade), oltre al fatto che un sacco di cose potrebbero andare storte e scombinare i nostri piani al riguardo.
Come si può quindi accogliere l’incertezza del cambiamento senza essere trascinati dall’ansia? Anche se non possiamo evitare che alcuni cambiamenti avvengano nel corso della nostra vita, fortunatamente possiamo fare qualcosa per gestirli al meglio.

Come gestire l’ansia da Capodanno

Un primo elemento molto utile è riconoscere la propria tendenza a dubitare di sé e del futuro. Essere consapevoli di essere persone ansiose aiuta a mettere in prospettiva i nostri pensieri sapendo che tenderemo a concentrarci su tutte le cose che possono andare male in modo non oggettivo.
Per combattere questa tendenza, può essere utile spostare l’attenzione all’anno appena passato e soffermarsi sui successi e i traguardi che abbiamo ottenuto per quanto piccoli e poco significativi ci possano sembrare. In seguito, nel riportare l’attenzione al nuovo anno, è importante fissare piccoli obiettivi quotidiani e raggiungibili in modo graduale piuttosto che definire grandi traguardi che in realtà sono spesso irrealizzabili. Invece di puntare a una trasformazione radicale, conviene concentrarsi su piccoli impegni pratici affrontati con sforzi graduali e consapevoli piuttosto che con risoluzioni severe.
Un altro elemento che può essere utile nel darsi propositi su come affrontare i cambiamenti è cercare di incorporare il cambiamento nella routine. Fare in modo che il cambiamento faccia parte di contesti quotidiani e sia legato ad ambienti in cui ci sentiamo a nostro agio aiuta a ridurre la paura e l’ansia associate all’ignoto. Costruire nuove routine richiederà tempo, almeno tre mesi di costanza e impegno, ed è necessario essere pazienti con noi stessi.
Un elemento da non sottovalutare è l’importanza della cura di sé per affrontare questo periodo con le giuste energie dando priorità al sonno, evitando di prendere decisioni o di svolgere attività stressanti durante la notte, ricordarsi di tenere spazio per l’attività fisica e prendersi il tempo per attività rilassanti e di svago per ridurre l’ansia.
Un ultimo punto, ma non per importanza, è riuscire a identificare i fattori controllabili distinguendo tra ciò che si può controllare e concentrandosi sulla gestione degli elementi sotto il proprio controllo, come le nostre azioni, parole e reazioni, piuttosto che fissarsi su eventi incontrollabili come il comportamento degli altri.

Quando cercare aiuto

Nel corso del tempo, la scelta costante di ciò che è familiare può giocare un ruolo nell’esitazione quando si tratta di ciò che non si conosce. Una certa quota di paura per l’ignoto è normale e persino desiderabile

In alcuni casi, tuttavia, quando l’ansia e i pensieri di preoccupazione diventano invadenti, persistenti e iniziano a influenzare la vita quotidiana, impedendoci di essere sereni, può essere utile cercare un sostegno. 

Esaminare gli schemi di pensiero con un terapeuta e diventare consapevoli dei propri cicli di pensiero negativi è il primo passo per poter ritrovare una maggiore serenità e avere una visione meno spaventosa di ciò che il futuro può riservarci.

Riferimenti

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