Allergie e psicosomatica: e se la Primavera fosse uno stato mentale?

Puntuale come sempre, anche quest’anno torna la Primavera: ovunque posiamo gli occhi iniziamo a vedere fiori che spuntano, foglie di un bel verde brillante, le ore giornaliere di luce aumentano e mentre alcuni di noi sorridono a questo risveglio della natura, altri iniziano a fare scorta di fazzoletti perchè sentono arrivare l’allergia. 

Cosa sono le allergie ? 

Da un punto di vista fisiologico le allergie sono risposte alterate del sistema immunitario nei confronti di uno o più sostanze, denominate allergeni, in grado di scatenare sintomatologie a carico della pelle (orticaria, ponfi), dell’apparato respiratorio (riniti e asma), dei nostri occhi (congiuntiviti) e dell’apparato gastroenterico (coliti). L’organismo di una persona allergica vive come potenzialmente pericolose determinate sostanze e di conseguenza attiva una difesa, la quale finisce però per metterlo al tappeto. 

Le allergie primaverili, connesse alla presenza dei pollini, coinvolgono soprattutto i distretti corporei delle alte vie aeree dell’apparato respiratorio: le mucose del naso iniziano ad infiammarsi per il contatto con l’allergene e segue un’abbondante secrezione acquosa, con l’esigenza di soffiare il naso di continuo fino all’occlusione delle narici, causando quello che viene chiamato rinite. Gli occhi poi si arrossano, prudono e lacrimano. 

Una prospettiva psicosomatica sull’apparato respiratorio

L’apparato respiratorio ha il compito di permettere lo scambio di ossigeno e anidride carbonica, essenziale alla nostra sopravvivenza e al nostro metabolismo. Potremmo dire che come la nostra vita corporea si basa sullo scambio e sulla relazione, così anche la nostra vita mentale ruota attorno al tema della relazione. Somatizzazioni che coinvolgono la fisiologia dell’apparato respiratorio, ci inducono a porre attenzione a come aspetti emotivi e psicologici siano coinvolti nell’origine e nel mantenimento di una patologia.

Corpo, emozioni e aspetti simbolici

La primavera è da sempre intesa come l’espressione del fluire delle energie vitali nel mondo, i pollini sono connessi ai momenti riproduttivi delle piante e nel caso in cui per alcuni diventino allergeni, per analogia potremmo andare a osservare il rapporto che un soggetto intrattiene con il tema della sessualità, sia nella sua espressione corporea sia in quella psichica, ovvero come vive la propria progettualità e i cambiamenti. 

Se la primavera fosse uno stato mentale ed emotivo, sarebbe quel senso di sicurezza e fiducia, di apertura e di contatto, di energia e di movimento verso qualcosa; dietro le riniti allergiche quali stati mentali ed emotivi potrebbero esserci, dal momento che mimano una sorta di pianto e attivano stati di difesa massicci contro un pericolo apparente? 

Il corpo durante gli episodi allergici attiva difese di evitamento; negli stati d’ansia accade la stessa cosa: una persona vive individualmente uno stimolo come potenzialmente pericoloso per sè, come nel caso di un allergene, e si attiva uno stato di arousal rispetto al quale vengono messi in campo strategie di difesa, tra cui ad esempio l’evitamento. Inoltre, durante gli episodi di rinite allergica il soggetto perde la possibilità di sentire i profumi e i sapori della natura che si risveglia, si isola a casa e si taglia fuori dalla danza della vita che muove la primavera. In campo psicologico i vissuti di stasi, di isolamento, di impotenza li chiamiamo depressione.  

La psicosomatica ci porta ad indagare la presenza di vissuti ansiosi e depressivi nel mondo emotivo interiore della persona. Quella specifica persona che ha allergie e una precisa storia di vita, come si muove all’interno delle sue relazioni? Potrebbe vivere stati depressivi o ansiosi rispetto al tema del rinnovamento, del cambiamento e della progettualità,  rievocati dal risveglio della natura primaverile?

Le modalità con cui un singolo soggetto vive le esperienze in cui è coinvolto, biologicamente e psicologicamente, sono legate alla sua storia di vita e a quei “modelli di relazione“, interiorizzati nelle esperienze infantili e ri-attivati automaticamente anche nelle situazioni attuali. Gli eventi di oggi possono toccare, vista un’affine tonalità affettiva, memorie implicite, vissuti emotivi “incarnati”  e porre una sfida trasformativa alla persona.  Come ha messo in evidenza Damasio, le emozioni prima di essere rappresentazioni mentali coscienti, sono attivazioni di circuiti neurali e risposte del corpo.

L’obiettivo della riflessione non è tanto quello di trovare un principio causale univoco o un’interpretazione della sintomatologia allergica, ma quello di portare nella stanza di terapia un’osservazione più ampia e un orecchio più teso in ascolto della patologia, da intendere in senso letterale come un discorso (-logia)  dei sentimenti (-pathos).

La prospettiva psicosomatica aiuta la formulazione di un campo di lavoro all’interno del quale si cerca di comprendere la storia di quel particolare corpo e di quella mente, il funzionamento relazionale di quella persona con la sfida di far arrivare la primavera, il cambiamento. 

Bibliografia:

Bachelard G., La poetica della rêverie, Dedalo editore, Bari, 2007

Damasio A.R., L’errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano, Adelphi, Milano, 1995

Frigoli D., Psicosomatica e simbolo. Saggi di ecobiopsicologia, Armando editore, 2010

Hillman J., Saggio su Pan, ed. Adelphi, Milano, 2015

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