Che cosa gli uomini non dicono?

“Mia moglie mi ha davvero detto che sentire che sono triste la fa sentire in colpa e dovrei smetterla. Siamo separati ora”

“Non dimenticherò mai quanto si è sentita in imbarazzo la mia ex quando ho pianto al funerale di mio padre”

“Una volta ero a una cena in cui un gruppo di ragazze stava parlando di quanto gli uomini dovrebbero essere in grado di mostrare le loro emozioni… una di loro, poi, ha continuato la conversazione prendendo in giro un ragazzo con cui era uscita e che si era lamentato del fatto che il piatto che avevano ordinato fosse troppo piccante… e di quanto questo lo avesse reso poco attraente..”

“Mi ricordo quando mia mamma mi ha trovato che piangevo dopo che ero rimasto col cuore spezzato a 19-20 e si è arrabbiata dicendo di smetterla e di “fare l’uomo”. Anche se aveva a cuore il mio bene, ha mandato il messaggio sbagliato. Viene visto come un segno di debolezza per le donne E per gli uomini”

È arrivato novembre e, come ogni anno, torna una tradizione maschile sempre più diffusa nel mondo: farsi crescere i baffi. Comincia infatti il “Movember” (dall’inglese moustache, baffi e november), evento che si ripete una volta l’anno e che si pone l’obiettivo di portare consapevolezza e maggiore attenzione sulla salute (fisica ma non solo) degli uomini. 

La Movember Foundation (https://ex.movember.com/it/about/foundation), associazione promotrice dell’evento, dal 2003 si occupa di informare rispetto ad alcune gravi problematiche sanitarie che colpiscono il genere maschile e che spesso vengono sottovalutate o addirittura ignorate. L’impegno della Fondazione è infatti rivolto ad accendere i riflettori su tumore della prostata, tumore del testicolo, salute mentale e prevenzione del suicidio. Le raccolte fondi collegate all’evento mirano a un cambiamento reale a favore della ricerca e dei servizi sanitari dedicati a queste problematiche. L’obiettivo del Movember emerge chiaramente dal motto che lo accompagna: “change the face of men’s health” (cambiare la faccia della salute degli uomini). 

Per noi il Movember è l’occasione riflettere sul modo in cui la mascolinità viene percepita e sulle conseguenze che ne derivano, a partire dai dati che raccontano questo fenomeno.

Il movimento Movember ha commissionato nel 2016 un’indagine condotta in diversi paesi del mondo (https://cdn.movember.com/uploads/images/2016/News/AU%20%26%20NZ/_RWD/Movember%20Masculinity%20Report.pdf) i cui risultati mostrano che:

  • La maggior parte degli uomini (75%) percepisce di essere virile e la metà (48%) crede che la mascolinità riguardi la capacità di essere forte fisicamente e mentalmente
  • Gli uomini vedono l’essere virili e mascolini come un vantaggio che consenta di conquistare una partner (57%), gestire la vita quotidiana (50%) e ottenere e mantenere un lavoro (49%).
  • La maggior parte (58%) pensa che la società si aspetti dagli uomini che siano emotivamente forti e che non mostrino le loro debolezze.
  • A più di un terzo degli intervistati (38%) è capitato di evitare di parlare agli altri di come si sentissero per evitare di apparire poco virili.
  • Buona parte degli uomini (43%) desidererebbero poter parlare di più con gli altri riguardo i problemi personali che stanno affrontando.
  • Più di tre quarti degli intervistati (77%) ritiene che parlare sia uno strumento efficace per gestire i problemi e che il potersi aprire di più possa avere un impatto positivo sulla loro salute mentale (76%)

Il rapporto di questa ricerca ha descritto che l’essere resilienti non è una caratteristica negativa, anzi, ma se la richiesta di mostrare una facciata forte per essere virili impedisce di parlare apertamente delle proprie difficoltà, questo può mettere a rischio il benessere e la salute mentale.  La ricerca suggerisce che dovrebbe esserci una maggiore attenzione a quanto possa essere difficile parlare apertamente delle proprie emozioni e del fatto che spingere gli uomini ad “aprirsi di più” possa essere più complesso di quanto sembri in superficie. 

Il direttore dell’ufficio che si occupa di temi di salute mentale e prevenzione al suidicio del Movember, Susan Todd, ha così risposto quando le hanno chiesto cosa si può fare per sostenere il movimento:

“Ci sono diverse cose. Fatevi crescere i baffi. Fate attività fisica e datevi l’obiettivo di camminare o correre 60 miglia nel mese di Novembre. Le sessante miglia rappresentano i 60 uomini che ogni ora, tutti i giorni, perdiamo a causa dei suicidi in tutto il mondo. Infine, parlatene, create un evento, organizzate una cena, fate una challenge. Fatelo a modo vostro.”

Considerare gli uomini come non vulnerabili, invincibili, forti, tendenti all’essere dominanti, pratici e non affettivi, può quindi avere delle grosse ripercussioni sulla possibilità di mettere in campo una prevenzione e una cura efficaci, sia sul piano fisico sia su quello emotivo.

Spinti dal timore di uscire perdenti dal confronto con gli altri e con un unico ideale di mascolinità, molti uomini tendono a nascondere tutti quei segni che potrebbero tradire una debolezza nel corpo e “nel cuore”. Considerare la mascolinità come qualcosa di rigido ed univoco, ingabbiandola nei luoghi comuni, può quindi incrementare il grado di sofferenza individuale e esporre a dei veri e propri rischi. Questo perché l’impossibilità di vedersi fragili porta ad evitare di parlarne con altri ed esprimere ciò che si sta vivendo. Questa modalità influenza la percezione che si ha del problema, determinando la sensazione che sia troppo grande per essere risolto.

Questi vissuti possono inoltre far sentire molto soli di fronte alla sensazione che quel determinato tipo di dolore “lo stai vivendo solo tu”, “gli altri ce la fanno, si fanno meno problemi”. Possono emergere pensieri legati all’auto difettosità: “sono io che sono sbagliato, non sono abbastanza forte, dovrei farmi scivolare le cose addosso”. 

Ed ecco che diventa più difficile permettersi di chiedere aiuto, non legittimandosi nel parlarne con le persone più vicine o nel fare riferimento ad un professionista specializzato nella problematica medica o psico emotiva che si sta vivendo. In un sondaggio del 2016 condotto dal Men’s Health Forum (https://www.menshealthforum.org.uk/key-data-mental-health) la maggior parte dei partecipanti ha affermato che erano disposti a ritagliarsi del tempo dal lavoro per ottenere assistenza medica per sintomi di natura organica, ma meno di 1 su 5 ha affermato che avrebbe fatto lo stesso per problemi di natura psicologica. Il 34% proverebbe imbarazzo o vergogna nell’utilizzare la pausa pranzo o nel prendersi permessi a lavoro per andare in psicoterapia. La percentuale scende al 13% se si tratta invece di malattie organiche. Il 28% degli uomini non ha cercato assistenza psicologica rispetto al 19% delle donne.

Un esempio delle conseguenze di queste difficoltà nel chiedere aiuto si mostra nei numeri provenienti dal Regno Unito:

  • nel 2016 ci sono stati 5668 suicidi in Gran Bretagna: il 76% erano uomini 
  • l’87% delle persone con eccessiva sonnolenza cronica sono uomini 
  • gli uomini hanno una probabilità tre volte superiore di sviluppare una dipendenza da alcool e sostanze rispetto alle donne 
  • il 95% della popolazione carceraria inglese è costituito da uomini di cui il 72% soffre di almeno un disturbo della salute mentale
  • gli uomini hanno il 50% di possibilità in più delle donne di ricevere un trattamento in regime di ricovero psichiatrico obbligatorio
  • gli uomini hanno meno accesso alle forme di supporto sociale 

Il Movember ci offre la possibilità di fermarci ad osservare queste dinamiche, aiutandoci a riflettere su noi stessi a partire da una questione socio-culturale importante. Ci sembra quindi fondamentale lanciare un messaggio, che riteniamo possa essere un impulso positivo per diverse persone: sentirsi soli è ancora più brutto se lo si fa da soli. Le frasi con cui abbiamo aperto questo articolo non provengono da una ricerca o da un’intervista su questo tema, ma sono commenti reali postati su youtube sotto al video “Suffering in Silence: The Emotional Abuse of Men | Dr. Timothy Golden | TEDxWallaWallaUniversity” (https://www.youtube.com/watch?v=xyIQFI865_w)

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