Psicoterapia ovvero l’arte di essere curiosi

La curiosità è quell’atteggiamento istintivo di ricerca attiva della novità, del diverso, che ci porta ad esplorare, a farci domande, ad aprirci alle esperienze per meravigliarci e apprendere. E’ proprio grazie a continui esercizi di curiosità che abbiamo costruito la conoscenza del mondo e siamo arrivati alle scoperte scientifiche che ora costituiscono il nostro sapere. Cosa accade quando rivolgiamo la curiosità verso noi stessi e diventiamo sia soggetti che esplorano sia l’oggetto dell’esplorazione? Cresciamo, ovvero creiamo una nuova versione di noi, più ricca di sfumature e dettagli.

La curiosità è il motore di ogni cambiamento perchè ci porta a mettere in discussione lo status delle cose, spinge a spostare i limiti un po’ oltre e pertanto risulta un ingrediente fondamentale per conquistare nuovi gradi di libertà.

Siamo spesso portati a pensare che ci si debba rivolgere ad uno psicoterapeuta solo quando si generano in noi sintomi disturbanti la nostra quotidianità e stati di sofferenza importanti. Sicuramente gli stati di malessere necessitano cure specifiche, ma si può iniziare un percorso di psicoterapia come atto di curiosità verso se stessi, perché stiamo bene ma vorremmo stare anche meglio.  

Nella stanza di terapia il professionista guida la persona in un percorso esplorativo di sé e di trasformazione. Con la psicoterapia ci si addentra in un processo di autoconoscenza che ha per esito finale la costruzione di una nuova versione di sé.

La curiosità ha aspetti luminosi ma anche un lato oscuro. Essere curiosi si traduce nell’attivazione dei meccanismi di esplorazione, i quali portano ad allontanarsi dalla zona di comfort, dalle certezze costruite, cercando di penetrare in quello che possiamo definire ignoto e misterioso, sperimentando contemporaneamente sensazioni di spaesamento e di meraviglia. Iniziare una psicoterapia implica la messa in discussione dell’idea che abbiamo di noi, allontanarci da questa, aprire il vaso di Pandora.

Secondo il mito, Zeus, adirato con Prometeo per il furto del fuoco, aveva deciso di vendicarsi. Creò Pandora e ordinò a tutti gli dei di farle un dono; Ermes le donò la curiosità. Pandora fu poi data in sposa da Zeus a Epimeteo, fratello di Prometeo, insieme a una di quelle giare in cui di norma venivano stipate le provviste di grano, con l’ordine di esserne custode. I due vissero molto tempo felici, ma il desiderio di conoscere il contenuto del vaso cresceva dentro Pandora, la quale spinta dalla sua curiosità, un giorno lo aprì, realizzando il piano vendicativo di Zeus nei confronti dell’umanità. Dal vaso uscirono e si diffusero nel mondo tutti i mali che da quel momento generarono sofferenza negli uomini. Sul fondo del vaso, però, resta un ultimo elemento a Pandora: la speranza.

Su un piano metaforico il mito ci racconta come praticare curiosità porti ad una fase di malessere, di disgregazione delle certezze e alla perdita dello stato di innocenza e inconsapevolezza. Per conquistare qualcosa è necessario perdere qualcos’altro. Alla fine l’atteggiamento curioso approda a nuove conoscenze solo se si è stati capaci di attraversare il dubbio e le emozioni da esso suscitate.

In psicoterapia il professionista ci aiuta a farci domande, a metterci in dubbio e ci porta in contatto con quelle parti di noi che fino a quel momento ci erano rimaste nascoste e ci guida nell’apprendimento e nella familiarizzazione di nuove prospettive.

Fare psicoterapia è aprire il vaso di Pandora, è entrare dentro il nostro mondo interiore con l’obiettivo di integrare le parti potenziali di noi stessi e fino ad allora celate, permettendoci la costruzione di una nuova identità, o almeno di una versione un po’ più completa della precedente.

Ogni percorso psicoterapeutico è un luogo sicuro in cui praticare curiosità, in cui esplorarsi e mettersi in discussione per arricchirsi. Avere consapevolezza su chi siamo noi ci regala la possibilità di fare qualcosa di diverso; la paura iniziale attivata dalla perdita della zona di comfort, si trasforma in sorpresa e soddisfazione per la novità trovata.

Il cambiamento può partire dai momenti di crisi, dalla presenza di una sintomatologia precisa che chiede cura, ma anche da un’esigenza interna di miglioramento e di autorealizzazione. Come diceva Jung, la nostra vita è un continuo processo di individuazione: con tale termine indicava il processo di sviluppo psicologico che ha per meta non solo la caratterizzazione della nostra individualità, ma anche il raggiungimento di quello che chiama la totalità psichica. Secondo Jung, la nostra psiche è composta da parti, consce e inconsce, più riusciamo a costruire integrazione tra queste, maggiore sarà lo stato di armonia e il vissuto di benessere dentro di noi e la psicoterapia può aiutarci a fare questo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...