“E tu hai già fatto il vaccino?”. Il ritorno a un mondo nuovo

Con l’abbassamento della curva dei contagi e l’aumento delle persone vaccinate, il ritorno alla normalità sembra vicino, o per lo meno sentiamo di poterlo pensare o immaginare. Ma mentre siamo immersi nelle nostre fantasie, pensando alla destinazione del nostro prossimo viaggio, a come sarà tornare in ufficio con i colleghi o uscire con i nostri amici o parenti (magari di sera, fino oltre le 22!), potremmo iniziare a sentire delle emozioni che difficilmente ci saremmo aspettati di provare proprio ora, proprio adesso che finalmente sembra essere arrivata la fine di questo momento durato oltre più di anno.

Ecco che allora ci troviamo (di nuovo) a fare i conti con ansia, stress, paura e nervosismo. In un primo momento potremmo non  capire l’origine di queste emozioni, e magari sentirci ancora più in ansia e confusi, perché, in fondo, sta succedendo proprio quello che abbiamo aspettato e desiderato così a lungo. In realtà è importante ricordare che non stiamo tornando verso il nostro passato, verso qualcosa che conosciamo, ma stiamo andando verso una nuova normalità.

L’ansia di un futuro incerto

Non è stata una sorpresa, durante le varie ondate della pandemia, assistere ad un aumento di ansia, depressione, stress e rabbia. La disoccupazione, la perdita di persone care, la chiusura di scuole e degli uffici, l’altro che, senza neppure saperlo, è diventato la nostra più grande minaccia perché portatore di un pericoloso virus. Anche solamente una di queste esperienze ha rappresentato per migliaia di persone un vera e propria esperienza traumatica

Allo stesso tempo, per molte altre, queste stesse esperienze sono state la chiave d’accesso a un modo di vivere nuovo, più intimo, più lento. Molti di noi hanno sviluppato nuove routine e nuovi modi di essere e hanno persino attraversato cambiamenti di priorità e significato nella vita e usciranno da questa esperienza come una persona diversa rispetto a quella che vi era entrata. 

Ma queste routine e queste abitudini come si inseriranno nella nuova normalità? Come integreremo queste nuove versioni di noi in un futuro altrettanto nuovo? Spesso la nostra mente corre in avanti: pensiamo a cosa fare domani, tra una settimana, mesi o anni. Pianificare ci aiuta a costruire una sensazione di efficacia sul futuro, a gestire la paura di ciò che potrà o non potrà accadere. 

Ciascuno di noi, in base alla sua storia di vita, può avere dentro di sé un senso del possibile, di fiducia o meno. Quando apriamo la porta di casa, lasciamo il nostro “posto sicuro”. A volte ci sentiamo sufficientemente tranquilli: abbiamo fiducia in noi e nelle nostre capacità di confrontarci con ciò che incontreremo nel mondo là fuori; a volte possiamo sentirci spaventati, fragili, impreparati perchè il bisogno di prevedere cosa accadrà domani non trova risposta. Senza un futuro (in linea di massima) prevedibile e la possibilità di creare dei piani a lungo termine, non possiamo prepararci a ciò che verrà e, a volte, questo può spaventarci e farci provare ansia e nervosismo e paura. La pandemia ci ha mostrato a muso duro che il domani è ignoto e non lo possiamo controllare e anche se ora sentiamo di essere arrivati al giro di boa, in fondo sappiamo che non stiamo tornando verso la riva da cui eravamo partiti, ma ci stiamo avvicinando a qualcosa di familiare, ma in fondo, diverso. E ci troviamo di nuovo davanti all’ignoto. E di nuovo con l’ansia, lo stress, la paura e il nervosismo. Quindi, avere un certo timore per quello che verrà, anche nella consapevolezza che dovrebbe essere meglio di ciò che ci stiamo faticosamente lasciando alle spalle, è del tutto normale. 

L’abilità di riadattarsi

Come esseri umani, la nostra più grande risorsa è la capacità di adattarci e riadattarci ai continui cambiamenti che incontriamo nel corso della vita (la famosa resilienza!). Per costruire una “nuova normalità” abbiamo bisogno di un periodo di transizione da quella vecchia e ed è proprio in questa fase che è possibile emergano preoccupazioni e ansie. È quindi importante, mentre attraversiamo questo nuovo cambiamento, prestare attenzione a come ci sentiamo. Addentrarsi nella novità attiva un certo fisiologico livello di ansia, che di solito diminuisce a mano mano che esploriamo e che l’ignoto si trasforma in noto. Tuttavia, a volte, può succedere di perdersi un po’ per strada e possono capitare che queste emozioni rimangano a un livello troppo alto per troppo tempo. Se sentiamo che l’ansia (o la paura o il nervosismo o la tristezza) è eccessiva e che sta influenzando il nostro umore, i rapporti con la nostra famiglia o con i nostri amici e il nostro modo di essere, allora potrebbe essere arrivato il momento di parlarne con un professionista della salute mentale.

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